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Quante probabilità hanno le vostre email di raggiungere i destinatari? L’oggetto della comunicazione è senza dubbio l’elemento che più di altri determina se il messaggio sarà letto oppure no. E il filtro antispam è una delle insidie principali per chi si occupa di direct marketing digitale.Ad esempio, scrivere nell’oggetto parole come “gratis”, “free”, “omaggio” e simili rendono più probabile l’attivazione del filtro antispam presente nelle caselle email dei destinatari.

Inoltre, a determinare l’insuccesso di un messaggio possono essere l’uso di superlativi assoluti come “grandissimo” o “bellissimo” oppure l’uso di formule come “importante” o “imperdibile”.

È anche meglio evitare di inserire nell’oggetto la parola “reminder”: se la comunicazione non interessava è difficile che possa risultare interessante in seguito.
Attenzione, poi, agli inoltri. Dimenticare nell’oggetto formule come “I:” o “Re:” possono compromettere radicalmente l’attendibilità del messaggio e, quindi, la possibilità che i destinatari decidano di leggerlo.

Tuttavia alcuni accorgimenti possono migliorare la capacità delle comunicazioni di incrementare il proprio numero di aperture.

In un mondo in cui il tempo è un bene sempre più scarso, se l’oggetto di un’email è breve specifico allora è più probabile che questa venga letta.

In più, può essere un fattore di successo inserire nell’oggetto una “call to action” che inviti all’azione il destinatario.

Anche il giorno scelto per l’invio di un messaggio può determinarne il successo o l’insuccesso: ad esempio, molti sostengono che il giorno da evitare per l’invio di newsletter o DEM sia il lunedì. Più favorevoli, invece, giornate come il martedì, il mercoledì e il giovedì. Inoltre, per evitare che il messaggio venga cestinato è importante porre attenzione ai refusi nell’oggetto e usare correttamente le lettere maiuscole e minuscole.
Infine, prima di inviare un messaggio, effettuare un A/B test può aiutare a capire quale fra due versioni diverse di oggetto sia il più efficace nei confronti del target.

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